Quando il volontariato è missione internazionale

Quando il volontariato è missione internazionale

Siamo segnati dalle emergenze. E non c’è solo la pandemia covid e sue varianti. Altre emergenze attanagliano la nostra convivenza civile e la vita di tante persone, soprattutto le più fragili e deboli, al di là di tutti i confini. Il marchio di “indigente” impresso non solo sull’apparenza esteriore ma nella consapevolezza dell’anima, è devastante. Infrange l’intimo. Solo una prossimità relazionale può aiutare a ricucire pezzi della percezione di sé in brandelli e sostenere tutto il resto per vivere, non solo per sopravvivere. Il volontariato prima di un “fare qualcosa” per chi ha bisogno è un esserci con chi ha bisogno, un travalicare le frontiere, un farsi prossimo attivando una relazione che dica nel silenzio dello stare vicini: ti riconosco come essere vivente, come persona con cui rapportarsi. Il volontariato così inteso è una “dimensione esistenziale” che possiamo chiamare “missione”, ma non riservata a qualcuno di “volenteroso”, bensì rivolto ad ognuno disposto ad essere di “buona volontà”. Le narrazioni che seguono ci dicono che è possibile, per chiunque, qui e altrove.

A cura di Chiesa Sant’Ignazio di LoyolaROMA

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